Castagne: proprietà, valori nutrizionali e controindicazioni

Accostate per secoli al pane dei poveri, le castagne sono il frutto selvatico ottenuto dall’albero di Castanea Sativa. Dalla forma e dimensione molto variabile, la raccolta avviene durante il periodo autunnale e più precisamente tra ottobre e novembre.

Preziose per la nostra dieta, crescono in una cupola che si trasforma successivamente in riccio. Sono caratterizzate da una forma rotondeggiante da un lato e piatta dall’altro e appuntite all’estremità, mentre alla base è presente una cicatrice più chiara denominata ilo.

Il frutto detto anche la polpa è di colore bianco-baige è ed contenuta all’interno della buccia, di colore marrone, grande e resistente, è caratterizzata da notevoli proprietà nutrizionali, che lo rendono non solo uno dei frutti autunnali più apprezzati, ma il suo è esteso attraverso la macinatura della polpa in farina che la rendono una delle farine apprezzate sul mercato.

Molto spesso le castagne, sono confuse con un frutto dall’aspetto molto simile, che siamo abituati a consumare comunemente sulle nostre tavole durante i mesi di novembre e dicembre che prendono il nome di marroni. A differenza della castagne, i marroni sono dei frutti coltivati coltivati, e a differenza delle castagne, le caratteristiche sono standardizzate. Apprezzati per il maggior gusto, i marroni hanno un costo più elevato delle classiche castagne.

Proprietà e benefici delle castagne:

Caratterizzate da un’eccellente quantità di fibre, minerali ed acido folico, il consumo delle castagne, è ideale per combattere senso di stanchezza ed anemie, inoltre grazie all’elevato contenuto di acido folico il consumo regolare di castagne, è utlissimo durante la gravidanza.

Ad alto potere saziante, grazie ad un elevato apporto calorico, le castagne contengono circa 287 calorie ogni 100 di prodotto. Ricche di carboidrati complessi, il valore nutrizionale delle castagne è simile ai cereali e pertanto sono considerate una valida alternativa in caso di intolleranze, riuscendo a coprire totalmente la parte glucidica del pasto.

Grazie alla presenza di grassi monoinsaturi, come gli omega 3, gli omega 6, l’acido oleico e l’acido palmitoleico, il consumo in piccole quantità favorisce la riduzione dei livelli di colesterolo HDL presente nel sangue, rendendole cosi molto apprezzate da chi pratica una regolare attività sportiva. Di fatti oltre a ridurre il livello di colesterolo cattivo, il consumo di castagne favorisce la circolazione sanguigna, favorendo la crescita muscolare. Questa caratteristica è dovuta dalla presenza di potassio, un minerale in grado di rinforzare i muscoli e la contemporanea presenza di zolfo, in grado di rendere le ossa più robuste. Inoltre l’elevato contenuto di ferro contenuto al interno delle castagne, rende il frutto autunnale un eccellente rimedio, per combattere le anemie.

Considerate un potente frutto antiossidante, le castagne sono ricche di vitamina C, contribuiscono cosi a contrastare la formazione di radicali liberi, e si rendono estremamente preziose nella produzione di collagene, una proteina fondamentale nel trattamento dei tessuti elastici della pelle.

L’elevato contenuto di vitamina B e fosforo, rende le castagne un frutto utilissimo per il corretto funzionamento del sistema nervoso, migliorando la memoria, pertanto il consumo è estremamente apprezzato dagli studenti.

Il cospicuo contenuto di fibre alimentari, rende le castagne un alimento estremamente utile nel corretto funzionamento dell’intestino, svolgendo un importante attività prebiotica, favorendo la crescita della flora intestinale presente nel intestino e mantenendolo in perfetto stato di salute.

Oltre alla vitamina B9 e alla vitamina C, le castagne sono apprezzate, per la presenza di vitamina A, B1, B12 e D, contenendo inoltre diversi amminoacidi come l’arginina, la serina e treonina.

Come riconoscere le castagne selvatiche?

Presenti sul nostro territorio in diverse qualità, riconoscere le castagne selvatiche da quelle coltivate può essere complicato. La differenza principale tra le castagne, ed i marroni ( castagne coltivate ), risiede nella quantità che di solito un riccio riesce a produrre. Di fatti ogni riccio di castagna è in grado di contenere 2-3 frutti, mentre i marroni, riescono a produrre solo 1 frutto.

Come mangiare le castagne?

Le caldarroste rappresentano il principale metodo di cottura delle castagne. Queste vengono cotte attraverso l’utilizzo di una padella bucherellata, posta sul fuoco del camino a legna, o attraverso la preparazione della brace.

In alternativa alle caldarroste, sono molto apprezzate e consumate le castagne bollite. Dalla bollitura e successiva pulizia, si ottiene una deliziosa polpa morbida estremamente gustosa, con la quale è possibile realizzare la deliziosa crema di castagne. Oggi le castagne sono consumate durante tutto l’anno grazie ai metodi di essiccazione, da cui ne deriva la farina di castagna. La farina è utilizzata principalmente per la preparazione del famoso castagnaccio, oltre che per la preparazione di torte e biscotti.

Le controindicazioni delle castagne nella dieta:

Ricche di amido, le castagne possono risultare indigeste, specialmente se non cotte bene. Il loro consumo è consigliato in modo moderato, specie a chi soffre di obesità e diabete di tipo 2, mentre sono totalmente sconsigliate da consumare per chi soffre di aerofagia, colite, ed altre patologie legate al fegato. Quando consumate in quantità eccessiva, l’elevato contenuto di tannini, presenti nelle castagne, le rendono un alimento irritante per la mucosa dell’intestino, causando tossicità a livello epatico.

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