Cos'è il residuo fisso?

L'acqua è la rappresentazione della vita. Da essa è nata l'esistenza e grazie a essa gli esseri viventi continuano a sopravvivere. La sostanza ricopre il 71% della superficie terrestre. La molecola base è costituita da due atomi di idrogeno e uno di ossigeno, legati tra di loro tramite legame covalente polare. Questa sostanza è un bene fondamentale, e la usiamo in molti modi. Se ne può fare uso per tanti scopi come ad esempio per fini igienici, ma il suo obiettivo principale è garantire la vita. Circa il 97% dell'acqua presente sul pianeta terra risulta però non essere bevibile almeno da noi esseri umani, essendo acqua salata. Il nostro corpo infatti ha bisogno di acqua potabile per potersi idratare in modo sano. L'acqua per definirsi pulita deve essere insapore, incolore e inodore. Un'acqua sporca, salata o contaminata potrebbe causarci infezioni, disordini gastrointestinali o nel peggiore dei casi sviluppo di gravi malattie come il tumore. Questa sostanza può presentarsi in tre stati diversi in natura:

  • Solido, con la forma del ghiaccio. Possiamo trovare acqua solida nella neve o nei ghiacciai;
  • Liquido, che rappresenta la forma più diffusa dell'acqua. Assumiamo tale sostanza in questa forma quando beviamo;
  • Gassoso, tramite vapore acqueo, come il fumo generato da una pentola piena d'acqua in ebollizione

L'acqua liquida comparata con altre sostanze presenta caratteristiche chimico-fisiche al quanto particolari, ovvero un punto di ebollizione molto alto (equivalente a una temperatura di 100 gradi Celsius o 373,15 gradi Kelvin, alla pressione atmosferica di 1 atm), un volume molecolare basso, un alto calore specifico, con una temperatura minima di 35 gradi Celsius, una viscosità molto bassa ad alte pressioni, un calo del volume all'aumentare della temperatura quando essa è al di sotto della massima e infine è una delle poche sostanze in natura ad aumentare il proprio volume nel passaggio dallo stato liquido a quello solido.

L'acqua è un solvente:

Questa molecola ha molte proprietà solubili, permettendo a soluti di sciogliersi una volta a contatto con essa. Una sostanza in grado di diluirsi nell'acqua viene definita idrofila, e sarà allo stesso tempo lipofoba, ovvero non compatibile con la solubilità in un composto di natura lipidica. Se ad esempio versiamo del sale in una bottiglia d'acqua, il soluto svanirà, fondendosi con essa. Una molecola sarà invece definibile idrofoba quando posta a contatto con l'acqua non sarà in grado di sciogliersi, rimanendo distaccata da essa in superficie. Se ad esempio provassimo ad amalgamare un filo d'olio in un bicchiere d'acqua, la sostanza oleosa galleggerà sopra il liquido trasparente. Una sostanza idrofoba è allo stesso tempo lipofila, ovvero si diluirà in un liquido costituito da acidi grassi. La diluizione di un soluto idrofilo ha però un limite. Se versassimo un'elevata quantità di zucchero in un liquido compatibile, la parte in eccesso si depositerebbe sul fondo del recipiente, superando così il punto di saturazione.

Tipi di acqua:

L'acqua che noi beviamo si divide principalmente in due tipi, frizzante e naturale. Ciò che definisce un'acqua tale viene definito residuo fisso.

Il residuo fisso che cosa indica questo valore?

Il residuo fisso dell'acqua corrisponde alla quantità di sostanza solida in uno stato perfettamente secco nel quale rimane dopo un'evaporazione di acqua filtrata in un recipiente di platino. Nella fase successiva tale contenitore viene portato a una temperatura di 100 gradi Celsius, per poi arrivare a 180 gradi Celsius e raggiungendo infine il valore di 500 gradi Celsius. Questi passaggi avvengono sempre a peso costante e permettono di escludere dal risultato finale sostanze organiche, acqua, sali di ammonio e nitrati. Viene tarata in mg/L o parti per milione (ppm). Quando viene classificato un residuo fisso è necessario indicare la temperatura a cui è stato esposto. Tale valore distingue le acque minerali e tutte quelle che noi beviamo. Possiamo infatti classificare le acque in:

  • Acqua meteorica, detta anche minimamente mineralizzata. Questa è un'acqua con un bassissimo residuo fisso, tra i 10 e gli 80 mg/L;
  • Acqua oligominerale, un'acqua a basso residuo fisso, tra gli 80 e i 200 mg/L;
  • Acqua mediominerale, con un valore compreso tra i 200 e i 1000 mg/L;
  • Acqua minerale, denominata anche acqua ricca di sali minerali, con un residuo fisso superiore ai 1000 mg/L;
  • Acqua salata, contenente una quantità di minerali superiore ai 30.000 mg/L

Entità di residuo fisso:

L'acqua potabile può inoltre essere suddivisa in base a un altro valore chiamato entità di residuo fisso. Tale classificazione porta l'acqua a poter essere:

  • Ad alto contenuto di bicarbonato, se tale sostanza supera la quantità di 600 mg/L;
  • Solfata, nel caso in cui fosse presente una quantità di solfati superiore a 200 mg/L;
  • Clorurata, se l'acqua avesse un contenuto di cloruro sopra i 200 mg/L;
  • Calcica, con una quantità di calcio superiore ai 150 mg/L;
  • Magnesiaca, nel caso in cui la concentrazione di magnesio fosse superiore ai 50 mg/L;
  • Fluorata, se il fluoro supera una presenza di 1 mg/L;
  • Ferruginosa, quando il ferro bivalente risulta superiore a 1 mg/L;
  • Acidula, con una quantità di anidride carbonica libera che va oltre i 250 mg/L;
  • Sodica, con una concentrazione di sodio superiore a 200 mg/L;
  • Acqua consigliata per le diete con poco sodio, quando esso è inferiore ai 20 mg/L

L'importanza del residuo fisso sulla salute

La concentrazione di minerali nell'acqua può essere importante dal punto di vista salutare. Alcuni studi ipotizzano che acque a una maggior concentrazione di soluti possa aumentare i fattori di rischio per lo sviluppo di calcoli renali, sebbene tale teoria sia ancora molto vaga. Di certo è appurato che una buona idratazione aiuti a prevenire la comparsa di essi. Per chi soffre già di tali disturbi sarebbe comunque consigliato bere acqua meno dura. Un'altra credenza diffusa sull'acqua dice che una migliore alimentazione del neonato sta nell'utilizzo di acque oligominerali. Il danno che il bambino potrebbe ricevere ai propri reni non proviene dalla scelta di un'acqua con un alto residuo fisso, bensì dalla somministrazione di un latte non salutare, contenente un numero eccessivo di proteine che possono danneggiare questi organi. Alcune aziende affermano che le proprie acque povere di minerali migliorino il benessere generale, ma si tratta di una bufala. In definitiva si può affermare che non è dal residuo fisso che si giudica se un'acqua è salutare o meno, ma da cosa è composta e la quantità che se ne assume. Il consiglio generale rimane infatti sempre quello di idratarsi il più possibile

Acqua pulita:

Il residuo fisso viene utilizzato anche per valutare l'inquinamento delle acque. Questo liquido può contenere sostanze al suo interno tossiche sia per la fauna marittima che per chiunque la beva, che sia un uomo o un animale non acquatico. Nelle acque adibite ad allevamento animale il residuo fisso viene costantemente tenuto sotto controllo, con eventuali modifiche volte a migliorare la salute della vita che vi abita.

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