Il ciclo mestruale

L'apparato genitale femminile nel periodo della cosiddetta fertilità, tende a modificarsi tramite il ciclo mestruale. Il periodo fertile per una donna inizia nella pubertà e finisce nel momento in cui ella entra in menopausa.

In quasi tutte le donne, il ciclo mestruale si verifica ogni 28 giorni. Questi si contano dal primo giorno del flusso mestruale fino al primo giorno della successiva mestruazione. Dunque, c'è differenza tra ciclo mestruale e mestruazione, anche se nel linguaggio di tutti giorni i due termini sembrano voler indicare la stessa cosa. Si utilizzano in modo improprio, poiché per ciclo mestruale s'intende tutto il periodo dei 28 giorni; mentre con il termine flusso mestruale si indica la perdita di sangue, che avviene mensilmente.

Durante tutto il periodo, il corpo di una donna, in modo particolare il suo utero, tende a trasformarsi tramite alcuni ormoni. Questi, conosciuti con il nome di estrogeno e progestetone, hanno lo scopo di modificare l'utero affinché esso possa essere adatto ad ospitare un'ipotetica gravidanza.

Nel corso del tempo, il ciclo mestruale può subire cambiamenti e, soprattutto, è importante aggiungere che esso non è uguale in tutte le donne. Non a tutte, infatti, dura 28 giorni; non tutte le donne sono costrette a sopportare dolori lancinanti, c'è anche chi è più fortunata; non tutte le donne hanno un flusso mestruale abbondante o uguale e per di più che duri gli stessi giorni.

In prima istanza, è necessario chiarire cosa s'intende per ciclo regolare e irregolare. Il primo indica che la sua durata è regolare, cioè uguale tutti i mesi. Si definisce irregolare, invece, quando il periodo degli intervalli tra le mestruazioni varia di mese in mese e può capitare di avere cicli molto brevi, lunghi o addirittura assenti.

Quando si parla di ciclo breve, invece, si vuole porre l'attenzione anche sul flusso mestruale. La riduzione delle mestruazioni in termini di durata è una condizione caratteristica del ciclo mestruale scarso e, quindi, ridotto anche per quanto riguarda la durata. Questo caso specifico va sotto il nome di ipomenorrea e non è preoccupante. Può verificarsi per strutture interne dell'utero, oppure per cause secondarie legate a stress o cattiva alimentazione.

A differenza, può verificarsi anche l'esatto contrario, cioè che il flusso mestruale sia abbondante sotto l'aspetto quantitativo e duraturo. Si parla in questo caso di ipermenorrea. Le cause sono da collegare a problemi di coagulazione, ad eventuali tumori, ad infezioni o disturbi ormonali.

In linea generale, si è detto che il ciclo mestruale avviene ogni 28 giorni, ma a molte donne non è così. Un disturbo da collegare alle mestruazioni prende il nome di polimenorrea, cioè quando arrivano in anticipo. Questo può essere fisiologico nei primi anni, cioè durante l'adolescenza, ma poi può trattarsi di una conseguenza ai cambi di stagione, allo stress a problemi ormonali.

A volte si parla di ciclo ovarico e altre volte di ciclo uterino, senza saper realmente capire di cosa si tratti. C'è molta confusione a riguardo e, a tal proposito, cerchiamo di fare maggiore chiarezza.

Cos’è il ciclo ovarico?

Per ciclo ovarico si intende puntare la lente d'ingrandimento sulla vita del follicolo, dalla maturazione all'espulsione. Esso si compone di tre fasi: la fase follicolare, la quale è seguita dall'ovulazione ed, infine, il tutto si conclude con la fase luteinica.
La prima fase ha inizio con il primo giorno del ciclo e si conclude quando inizia la fase dell'ovulazione. Ha una durata di 15 giorni, ma per ogni donna può variare. Nei primi cinque giorni avviene l'espulsione del sangue e già in questa fase, il follicolo inizia la sua maturazione fino ad diventare più grande fino al quattordicesimo giorno. Questo è il momento nel quale gli ormoni raggiungono il picco più alto.

Successivamente, ha seguito la fase dell'ovulazione, la quale dura circa tre giorni. Cosa avviene? L'ovulo abbandona il follicolo grazie al l'ormone chiamato progesterone.

Nell'ultima fase, la cosiddetta luteinica ci si trova di fronte al decadimento del follicolo. Chiaramente questo avviene se l'ovulo non è stato fecondato.

Il follicolo, in quest'ultima fase si trasforma in un corpo dal colore giallastro definito come corpo luteo. Il progesterone aumenta fino al ventitreesimo giorno, insieme all'altro ormone, cioè l'estradiolo. Da questo momento l'ipotalamo blocca la generazione di ormoni.

Il ciclo uterino, invece, in cosa consiste?

Esso studia in che modo il follicolo matura, puntando l'attenzione anche sull'azione dell'endometrio. La durata, anche in questo caso, è di 28 giorni e si compone di tre fasi.

In un primo momento si verifica la mestruazione e l'endometrio viene spinto via.

Nella seconda fase, esso deve divenire più spesso perchè dovrà ospitare l'utero. Ci sono, però, dei fattori limitanti. Verso il quattordicesimo giorno, infatti, l'endometrio è ricco di muco prodotto da ghiandole. Questo tessuto dovrebbe modificarsi, ma è limitato dall'ovulo che sta cercando di maturare. Questo porta a capire che il l'endometrio non può accrescere prima della creazione di progesterone.

Dopo l'ovulazione, questo può trasformarsi e rispettare il suo fine, cioè accogliere l'ovulo.

Durante il ciclo mestruale, o meglio in fase premestruale e nei fatidici cinque giorni al mese in cui si verifica l'espulsione del flusso mestruale, il corpo della donna diventa teatro di varie modifiche. Sono gli ormoni che vengono generati a creare a loro volta questi mutamenti. Durante la fase premestruale, per esempio, il seno di una donna diviene più teso, più gonfio e può essere dolorante. Il progesterone, d'altro canto, rallenta la normale azione svolta dall'intestino e provoca nella donna un senso di gonfiore e pesantezza. Non solo a livello fisico agiscono gli ormoni, ma anche a livello psicologico. La donna, infatti, è famosa per i suoi sbalzi d'umore, per essere facilmente irritabile e, allo stesso tempo, fragile durante la fase premestruale.

Rimedi dolori mestruale:

Per quanto riguarda i dolori che il flusso mestruale causa, anche in questo caso non sono vissuti da tutte le donne allo stesso modo. C'è chi è più fortunata di altre e non accusa forti dolori, ma solo fastidi. In alcuni casi, però si parla di dismenorrea. Questo termine sta proprio ad indicare delle mestruazioni molto dolorose. Si accusano forti dolori nella zona del basso ventre fino a raggiungere le cosce e la zona lombare, o addirittura tutta la schiena. In alcune donne, infatti, i dolori sono così accentuati che vanno a limitare le abitudini quotidiane. In questi casi si sceglie di prendere dei farmaci, che di solito sono suggeriti dal medico curante, ma si tratta di semplici antidolorifici che cercano di attenuare i crampi e le fitte. In altri casi si sceglie di affidarsi ai tradizionali metodi della nonna, le quali suggeriscono una borsa dell'acqua calda posta sulla zona dolente, poichè il calore scioglie i nodi del dolore. Ancora, la pillola anticoncezionale può essere un'altra alternativa.

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